Piazza Petigax, 1 - Courmayeur

giovedì 25 ottobre 2012

mercoledì 24 ottobre 2012

Protestantesimo


lunedì 22 ottobre 2012

Culto Evangelico

COURMAYEUR
Piazza Petigax, 1.
Sabato 27 ottobre 2012
ore 11.15 
Culto Evangelico di Adorazione e Lode
predicazione del pastore Maurizio ABBÀ


ingresso libero

mercoledì 10 ottobre 2012

Protestantesimo su RaiDue


venerdì 5 ottobre 2012

Gruppo Teatro Angrogna: Scuola di Libertà








GRUPPO TEATRO ANGROGNA - G.T.A.


1972-2012 QUARANT'ANNI 





DEL TEATRO ANGROGNA



  • Sabato 6 ottobre 2012, dalle ore 14.30 alle ore 24: Teatro del Forte in Torre Pellice:
    • GTA FEST
    • con danze occitane, canti e monologhi, video e L'ALTRASTORIA
Per informazioni telefonate al 0121 953026       
oppure scrivete un e-mail a:  teatroangrogna@yahoo.it


Facoltà Valdese di Teologia di Roma


LA FACOLTA' RIAPRE I CORSI
Nell'Aula Magna di via Pietro Cossa 42 a Roma la Facoltà valdese di teologia inaugura sabato 6 ottobre il suo CLVIII anno di attività. La prolusione sarà tenuta dalla dott.ssa Gabriella Caramore su “La profezia nel mondo contemporaneo”. Nel corso della cerimonia di inaugurazione verrà conseguita la laurea honris causa alla dott.sa Caramore con la Laudatio del prof. Paolo Ricca. Il culto di apertura sarà tenuto nella chiesa valdese di piazza Cavour dal dr. Roberto Bottazzi domenica 7 ottobre alle ore 10,45.


lunedì 1 ottobre 2012

Chiesa Valdese - Culti Evangelici ottobre 2012

COURMAYEUR
tempio valdese
Piazza Petigax, 1
Culto Evangelico di Adorazione e Lode
mese di ottobre 2012
Sabato 27 ottobre 2012
ore 11.15
ingresso libero e gradito

predicazione a cura di Maurizio ABBÀ


AOSTA
tempio valdese
Via Croix de Ville, 11.
Culto Evangelico di Adorazione e Lode
Domenica 
ore 10.30
ingresso libero e gradito

Domenica  7 ottobre  predicazione a cura di   Alida CHIAVENUTO

Domenica 14 ottobre  predicazione a cura di  Maurizio ABBÀ         Assemblea di Chiesa

Domenica 21 ottobre  predicazione a cura di  Maurizio ABBÀ         Cena del SIGNORE
Ringraziamento per il Raccolto, per la Terra, per l'Acqua


Domenica 28 ottobre  predicazione a cura di  Maurizio ABBÀ         Domenica della Riforma
(nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 
torna in vigore l'ora solare: lancette dell'orologio indietro di un'ora)



Il Signore è buono con quelli che sperano in lui, con chi lo cerca
(Lamentazioni 3,25)



per informazioni: mabba@chiesavaldese.org

domenica 30 settembre 2012

L'Unità del Protestantesimo



APPUNTI DEL MODERATORE
 
CATTOLICITA' PROTESTANTE
di Eugenio Bernardini
All’assemblea della Comunione di chiese protestanti in Europa (un centinaio di delegati di 106 chiese luterane, riformate, metodiste e unite di una trentina di paesi europei) che si è tenuta a Firenze dal 20 al 26 settembre con il motto "Liberi per il futuro", incontro Laurent Schlumberger, presidente del Consiglio nazionale della Chiesa riformata di Francia. Le nostre chiese si conoscono da tempo immemorabile e la lingua francese, per le chiese valdesi del Piemonte, è stata per secoli la lingua che li ha aperti all’Europa. 
Lui ne approfitta per chiedermi un aggiornamento sulla situazione delle nostre chiese, e in particolare sul programma "essere chiesa insieme". Io ne approfitto per esprimergli ammirazione per la velocità e il coraggio che hanno avuto nel realizzare in pochi anni (2007-2013) il cammino di unificazione con la Chiesa evangelica luterana di Francia. Nascerà così la Chiesa protestante unita di Francia che riunirà ben oltre un milione di credenti.


Si tratta di uno dei frutti dell’Accordo di Leuenberg (una cittadina svizzera), del 1973, in cui si è stabilita la piena comunione tra riformati e luterani – a cui poi si sono aggiunti anche i metodisti e altre denominazioni europee – e che ha portato alla costituzione dell’organismo ecumenico che si è riunito a Firenze.

Dopo Belgio e Olanda, ora anche in Francia ci sarà un’esperienza importante di unità organica tra grandi chiese della tradizione protestante. In altri paesi, quell’accordo di comunione del 1973 ha stimolato collaborazioni fruttuose e fiducia reciproca crescenti, dimostrando che si può essere diversi senza essere divisi. È quella che chiamiamo "cattolicità protestante".


26 settembre 2012
 

venerdì 28 settembre 2012

Culto Evangelico

Sabato 29 settembre 2012
ore 11.15
Culto Evangelico di Adorazione e Lode

ingresso libero e gradito

giovedì 27 settembre 2012

RIFORMA OGGI: LIBERI PER IL FUTURO



CONCLUSA LA VII ASSEMBLEA DELLA CCPE
Si è conclusa la settima Assemblea generale delle Comunità delle chiese protestanti in Europa (CCPE) che si è tenuta a Firenze dal 20 al 26 settembre con il tema "Liberi per il futuro". Hanno partecipato oltre duecento delegati delle chiese protestanti europee. Il teologo riformato Michael Beintker ha affermato nella sua conferenza del 21 settembre scorso "la Riforma toglie di mezzo tutto ciò che si frappone fra i cristiani e Cristo"; in questo contesto "Riforma" non si riferisce soltanto alla riforma protestante del XVI secolo ma alla riforma come conversione di tutte le chiese.





Il 23 settembre la regista e scrittrice Cristina Comencini ha tenuto un appassionato intervento su "Donne e chiesa" affermando che "c'è nel mondo un'onda nuova delle donne che pensa a qualcosa di totalmente inaudito, sentimento che le chiese protestanti sono in grado di ascoltare e d accogliere". 
Il giorno successivo il rev. Jonathan Gibbs, rappresentante della Chiesa d'Inghilterra, ha illustrato i rapporti tra le Chiese anglicane britanniche e d'Irlanda e la CCPE auspicando una ricerca dell'unità visibile della Chiesa di Gesù Cristo.

Nuovo presidente della CCPE è il vescovo luterano tedesco del Braunschweig Friedrich Weber. Eletto dal neo costituito Consiglio della CCPE, composto da 13 rappresentanti di chiese riformate, luterane, unite e metodiste del Vecchio continente, il presidente Weber, sarà anche il capo delegazione della CCPE nei colloqui con il Pontifico Consiglio per l'unità dei cristiani che prenderà il via a partire da febbraio 2013.

Fra i vari ordini del giorno l'Assemblea ne ha votato uno sulla Siria e il Medio Oriente con il quale ha espresso la solidarietà della CCPE ai cristiani dell'area e a tutti coloro che soffrono "a causa della violenza, dell'incertezza del diritto e della limitazione della loro libertà", chiedendo ai governi europei di operare per difendere e sostenere lo stato di diritto, 
la piena partecipazione alla vita della società e la piena libertà religiosa dei cristiani e delle minoranze religiose in Siria e Medio Oriente.
In ultimo ha votato un documento sulla crisi in Europa affermando che "serve un nuovo modello economico" e che il prerequisito per superare la crisi è rinforzare le procedure democratiche. I protestanti europei propongono la loro "ricetta" per affrontare la crisi: si va dalla regolamentazione del mercato finanziario, alle politiche fiscali, dalla preoccupazione per le conseguenze sociali delle politiche del rigore, al monito contro ogni forma di nazionalismo antieuropeo.
L'Assemblea si è conclusa presso il Centro La Calza di Firenze con un culto che ha visto la predicazione del nuovo presidente della CCPE, il vescovo Friedrich Weber.

Per maggiori informazioni visita il sito dedicato alla VII Assemblea della CCPE
Tutti i documenti approvati sono reperibili qui.

La CCPE, con sede a Vienna (Austria), promuove un modello teso all'allargamento dell'ecumene sulla base del motto "unità nella diversità riconciliata". Conta 106 chiese membro in tutta Europa (con i rispettivi bracci sudamericani) in rappresentanza di più di 50 milioni di persone: chiese luterane, riformate, unite, metodiste, che grazie all'accordo del 1973 di Leuenberg (Svizzera) si prestano mutuo riconoscimento dei ministeri e dei sacramenti. Con la dichiarazione del 1973 si pose di fatto fine alla divisione tra chiese luterane e riformate durata più di 450 anni.


tratto da: NEV - Notizie evangeliche
si veda anche: www.chiesavaldese.org

mercoledì 26 settembre 2012

una nuova collana Edizioni Dehoniane Bologna








Alberto Mello,
L’ebraicità di Gesù
e dei Vangeli
, (Cristiani
ed Ebrei),

prefazione di card.
Carlo Maria Martini,
Dehoniane,
2011, pp. 144.



Maurizio Abbà
****************

L’ebraicità di Gesù
Dehoniane, nuova collana
Maurizio Abbà Il volume di Alberto
Mello* ha
inaugurato una
nuova collana delle
Edizioni Dehoniane
Bologna dedicata al
tema del dialogo tra
cristiani ed ebrei. I
volumi usciti successivamente,
anch’essi
qualificati e
rilevanti sono: Gabriele
Boccaccini –
Piero Stefani, Dallo
stesso grembo. Le origini del
cristianesimo e del giudaismo
rabbinico; Amos Luzzatto –
Luigi Nason, In ascolto delle
Scritture di Israele. Il tema del
dialogo tra ebrei e cristiani è
infatti decisivo per una comprensione
attenta e adeguata
della fede.
Il libro di Mello (monaco
della Comunità di Bose, che
vive a Gerusalemme dove insegna
esegesi e teologia allo
Studio biblico francescano, e
ha pubblicato Commento midrashico
e narrativo all’Evangelo
secondo Matteo; e Leggere
e pregare i Salmi, Qiqajon, e
La solitudine del credente,
Dehoniane) si sofferma su alcune
questioni principali: origini
familiari; preparazione
nel deserto; ministero in Galilea;
compimento a Gerusalemme;
ebraicità dei Vangeli.
Importante è la significativa
rivisitazione di molti «luoghi»
interpretativi, tra cui quelle
che, solitamente, sono definite
«antitesi» nell’Evangelo di
Matteo (il termine antitesi, è
bene ricordarlo, non è nel testo
biblico): «Più modestamente
– scrive Mello –, penso
che si debba tener conto di almeno
due cose: a) la formula
usata da Gesù: “Avete udito”
non si rifà direttamente alla
Scrittura, ma al modo allora
corrente di “udire”, cioè di leggere
o capire la Scrittura. “Ciò
che è stato detto” (sottinteso
da Dio) è la Scrittura, la sorgente
intangibile della rivelazione
(…). Gesù non contraddice
la Torà per se stessa, che
anzi dichiara di voler compiere,
ma contraddice una certa
“audizione”, una certa comprensione,
ancora insufficiente
di quel dato comando, quale
aveva corso nell’ebraismo
del suo tempo (o del tempo di
Matteo). È come se dicesse:
“Finora avete pensato che il
tale comando volesse dire
questo (per es.: se si dice di
amare soltanto il prossimo,
questo, preso alla lettera, può
consentire di odiare il nemico)
ma io vi dico che questa
comprensione è ancora insufficiente,
che non è ancora abbastanza
vicina all’intenzione
di colui che ha detto questo
comando”». Perciò Gesù non
abroga la Torà, e noi possiamo
leggere le cosiddette “antitesi”
del discorso della montagna
non come antitesi reali,
ma come estensioni, potenziamenti,
radicalizzazioni delle
esigenze etiche della Torà»
(pp. 113-114).
Del celibato di Gesù, Mello
è sicuro, tanto
che si può «tracciare
una linea
retta dal monachesimo
esseno a
Gesù, passando
attraverso il Battista
» (p. 31). Vi sono
altri studiosi
che, com’è noto,
sono di parere diverso
o perlomeno
più prudenti
nel ricavare rapidamente
definizioni;
in una ipotetica carta
d’identità di Gesù risulterebbe:
«Stato civile: non menzionato
»1. Effettivamente, al riguardo
la Bibbia tace e il resto
sono supposizioni più o
meno probabili, ma la fede
evangelica non si basa su
(l’assenza) di questi dati. La
Scrittura si esprime in maniera
netta e chiara riguardo ai
fratelli e sorelle di Gesù (Marco
6, 3), e qui Mello è molto
cauto: «Senza pregiudicare il
delicato e forse insolubile
problema dei “fratelli” di Gesù
» (p. 10). Su questo tema
uno dei maggiori biblisti cattolici-
romani statunitensi,
John P. Meier, è di parere diverso:
«L’opinione più probabile
è che i fratelli e le sorelle
di Gesù fossero veri fratelli»2.
Ma si tratta, qui, di questioni
di dettaglio non primarie.
Tra le significative parole di
Mello riporto quelle poste in
conclusione del libro per fare
memoria di ciò che va superato
definitivamente e che
suonano altresì da inizio per
nuove e approfondite ricerche
e, soprattutto, radicate
amicizie (pp. 136-137): «La
polemica cristiana antigiudaica
è un fatto che risale alle
origini: non per questo deve
continuare a essere un elemento
costitutivo della nostra
storia. Dopo gli orrori del XX
secolo, questo ci è vietato in
tutti i sensi. Ma, ai nostri
giorni, proprio in conseguenza
della Shoah, si è prodotto
anche un effetto insperato, ed
è questo che ormai deve ispirare
la nostra lettura dei vangeli.
Se è vero che il giudeocristianesimo
delle origini è
un dato storicamente non più
recuperabile, oggi, però, assistiamo
a qualcosa che ci fa
sperare di poter almeno lasciarci
alle spalle l’antigiudaismo,
e questo è la nascita di
una nuova amicizia tra ebrei e
cristiani».
Il taglio del volume corrisponde
bene a una delle impostazioni
di base della collana:
volumetti agili ma culturalmente
solidi per libri che hanno
il fine di aiutare a superare
l’antigiudaismo cristiano sfociato
troppe volte nell’antisemitismo.


1. Geza Vermès, Gesù
l’ebreo
, Borla, Roma, 1983.
2. John P. Meier, Un ebreo
marginale. Ripensare il Gesù
storic
o. 1. Le radici del problema
e della persona
, Queriniana,
2001.


tratto da: Riforma n. 37, 2012, ANNO XX, p. 7.
www.riforma.it

lunedì 24 settembre 2012

La preghiera di ringraziamento a Dio scaturisce dalla riconoscenza della sua azione nella nostra vita



"Noi ringraziamo sempre Dio per voi tutti, nominandovi nelle nostre preghiere, ricordandoci continuamente, davanti al nostro Dio e Padre, dell'opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesù Cristo"  (1 Tessalonicesi 1, 2-3).

Paolo, in apertura della lettera afferma di pregare e di ringraziare continuamente Dio per la fermezza della fede dei Tessalonicesi. Nella preghiera, Paolo esprime la propria gratitudine a Dio che ha permesso ai cristiani di Tessalonica di resistere alle prove.
Con questo l’apostolo vuole insegnarci che, se i credenti riescono a resistere alle situazioni di difficoltà e a vivere la loro fede con fermezza, ciò non è attribuibile ai loro meriti, bensì all’amore di Dio che rimane fedele alle sue scelte. Dio non abbandona i suoi figli amati. Attraverso il Vangelo annunciato dall’apostolo è Dio stesso che è all’opera, producendo nei credenti il volere e l’agire (Filippesi 2,13).

Il Vangelo fonda l’esistenza umana in un amore offerto; strappa il credente dalla tentazione di arroganza, ma anche dalla paura di non essere capaci di resistere alle prove. I Tessalonicesi hanno saputo resistere nella fede grazie all’opera dello Spirito santo e alle intercessioni continue di Paolo, il quale apprezza il loro radicamento nel Vangelo da lui annunciato, per cui la fama della loro fede si è sparsa in ogni luogo. La fede dei Tessalonicesi non vuole semplicemente suscitare l’ammirazione ma è anche, in modo indiretto, un invito a guardare verso Dio che ama e salva.

Paolo ringrazia Dio per i cristiani di Tessalonica che hanno dimostrato di essere una comunità vivente attraverso l’opera della fede, l’impegno dell’amore e la costanza della speranza.
Se le preghiere di ringraziamento a Dio sono carenti nel nostro contesto è perché, spesso, pensiamo soltanto a ciò che dobbiamo fare, dimenticando un fatto molto importante, cioè, che è sempre Dio ad agire prima di tutto, e che la sua azione è fondamentale. Ringraziare Dio significa riconoscere la sua azione operante nella nostra vita. Grazie a quest’azione di Dio, i Tessalonicesi sono stati fortificati nelle virtù fondamentali: fede, speranza e amore, diventando un esempio per tutte le altre comunità.

La fede operante, che porta frutti, l’amore impegnante, che sa andare oltre il sentimentalismo e dedicarsi al fare, e la speranza perseverante che è uno sguardo rivolto verso l’avvenire, cioè verso il Cristo, in attesa del suo ritorno, sono segni della potenza di Dio all’opera nella storia umana. Apriamoci alla presenza di Dio e lasciamo che operi in noi e faccia di noi dei testimoni credibili per coloro che cercano il senso della loro vita e, forse anche, la possibilità di vivere una fede più attiva.

                                                                                                            Past. Jean-Félix Kamba Nzolo


Preghiera:
TI RENDIAMO GRAZIE

Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente,
poiché Tu sei Dio degli uomini
e non ti sei vergognato
di essere chiamato nostro Dio.
Tu ci conosci per nome,
Tu tieni tutto il mondo fra le tue mani.
E' per unirci a Te,
noi tuo popolo su questa terra,
che ci hai creati,
che ci hai chiamati a questa terra,
che ci hai creati,
che ci hai chiamati a questa vita.
Sii Tu benedetto,
creatore di tutto ciò che esiste.
Sii Tu benedetto, Tu che ci hai liberati
e ci dai un tempo per vivere.
Sii Tu benedetto,
per la luce dei nostri occhi,
e per l'aria che respiriamo.
Noi ti rendiamo grazie per tutta la creazione,
per le opere delle tue mani,
per tutto ciò che hai fatto in mezzo a noi,
per Gesù Cristo, nostro Signore.
Amen!

(autore anonimo)



tratto da: verbaniaprotestante.blogspot.it
in data lunedì 24 settembre 2012